Consigli Pratici per l'arto che ha subito lo svuotamento ascellare

È importante salvaguardare l’arto la cui ascella ha subito lo svuotamento da: immobilità, irritazioni, infezioni, traumi.

In pratica è buona norma:

  • evitare di affaticare troppo il braccio. Quando il braccio viene avvertito come “pesante” (per l’attività lavorativa, ginnica e/o sportiva) metterlo in posizione declive appoggiandolo su un cuscino in modo che la mano sia all’altezza della spalla;
  • evitare lavori che implichino movimenti ripetuti per lungo tempo o eseguiti con sforzo e con il braccio “giù”. Le posizioni antigravitarie dell’arto non aiutano il drenaggio linfatico, mentre le posizioni con le braccia più in alto della spalla o al di sopra della testa facilitano il ritorno della linfa verso il cuore;
  • evitare di portare pesi superiori alle abituali possibilità e per lungo tempo. È consigliabile prendere i pesi con le mani e non infilare i manici delle borse nel braccio;
  • evitare fino dove è possibile: tagli, spinate di fiori o di ortaggi, graffi, punture di ago da siringa, da cucito e di insetti, e l’uso di sostanze tossiche o allergizzanti. Riparare il braccio e la mano con lozioni insettifughe; indossare vestiti possibilmente non sintetici, leggeri e nello stesso tempo resistenti e comodi, guanti di gomma durante i lavori di cucina, giardinaggio e hobby.
    Se succede comunque di pungere, graffiare, tagliare o irritare la pelle del braccio e della mano, pulire con cura la parte e disinfettarla come abitualmente;
  • evitare fonti di calore troppo elevato sul braccio, come forni, sabbiature, sole;
  • evitare di stirare nel periodo della convalescenza per più di 10 minuti alla volta con ferri da stiro pesanti o a vapore;
  • L’abbronzatura può essere presa integralmente su tutto il corpo purché l’esposizione al sole sia graduale e non durante le ore di maggior calura o in assenza di brezza. Fa bene bagnarsi in mare pulito, nuotare, rinfrescarsi e asciugarsi al sole. La calura può dare fastidio nei periodi di malessere generale, durante la chemioterapia, durante e dopo il trattamento radiante qualora la pelle risultasse troppo “scottata”;
  • controllare il proprio peso poiché il grasso, oltre a rendere più impacciate nei movimenti e dare maggiore dolenzia alle ossa che portano peso (colonna, articolazione degli arti inferiori), si deposita maggiormente nel braccio che ha subito lo svuotamento.
  • non esiste una dieta specifica per diminuire di peso: la dieta ideale è quella che una volta scelta potrà essere seguita senza sforzo. È comunque bene ridurre il grasso animale, gli insaccati, le spezie, le gelatine, i dolci, il pane, gli alcolici, i cibi conservati artificialmente;
  • evitare di misurare la pressione arteriosa dalla parte dove si è subito l’intervento. Controllare in caso di ipertensione che la terapia instaurata dal medico sia sufficiente a stabilizzare la pressione arteriosa ad un livello di normalità;
  • se dovesse succedere, durante una febbre influenzale o per un trauma locale, o accidentalmente, di vedere il braccio diventare improvvisamente rosso, caldo, dolente e gonfio non c’è di che allarmarsi: molto probabilmente si sta instaurando un’infezione locale. Il medico curante a cui ci si rivolgerà prescriverà antinfiammatori ed eventualmente antibiotici e la sintomatologia scomparirà in quattro o cinque giorni. Se, passato il periodo di arrossamento e di eventuale febbre, la circonferenza del braccio non dovesse tendere a ritornare uguale a prima, dovranno essere prese in considerazione le terapie specifiche che consistono, in linea di massima, in compressioni meccaniche (pressoterapia) o in massaggi manuali (linfodrenaggio) e/o in una guaina elastica. Questa ha lo scopo di tenere contenuto il braccio durante attività lavorative che comportano posizioni prolungate con il gomito piegato (lavoro a maglia, cucito, dattilografia, ecc.). Una terapia del movimento che tenga conto della postura e della respirazione può essere richiesta a terapisti esperti.